art
STEFANIA DE SALVADOR LUCE E PASSATO oltre la citazione
Con fiducia quasi a-storica nella figuratività pura e nella sua permanente agibilità estetica Stefania De Salvador compie un gesto intellettuale e tecnico che salta la modernità. È in buona compagnia in questi primi dieci anni del 2000: il Tullio Pericoli paesaggista, mi viene in mente, un po’ per le strutture e i colori marchigiani, come marchigiani sono in gran parte i paesaggi di Stefania de Salvador; un po’ per la luce smorzata anche se cercata in colori quasi puri. In più, però, De Salvador esplora il passato, quello dell’arte, guarda, ricalca, studia, tenta fino a trovare uno sguardo contemporaneo sulle opere del rinascimento incipiente. E qui, attraverso un occhio che deve tutto al contemporaneo (inteso come categoria dell’arte, non come fatto temporale) tanta applicazione regala un risultato che con sopresa, non deve nulla alla citazione: non siamo di fronte a un autore postmoderno, insomma. Il fare artistico di De Salvador si costruisce nell’attualità del gesto perché mettendo in atto la propria pittura prescinde dal materiale che su un piano di suggestione estetica l’ha evidentemente mossa. Così riesce a scavalcare il suo proprio gusto, superare l’autorefernzialità ed esplorare le strade della forma e del colore unite, riunite, come se questa unione di forma e colore, non solo ancora sia tracciabile, ma sia un approdo nuovo. Insomma oltre il citazionismo degli ultimi anni, oltre la neofiguratività e risalendo e ripensando anche oltre la forza della materia che ha costruito in parte, l’informale. Nuova, insomma, Stefania De Salvador per quello che si può giudicare oggi, qui.PIER DAMIANO ORI
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